Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), fra luci ed ombre di una legge

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni del collega Marco Alfredo Arcidiacono sulle DAT, argomento di stringente attualità e meritevole di discussioni e confronti continui.


Mi permetto di intervenire sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento, a seguito di alcuni incontri pubblici a cui ho assistito nella provincia in cui vivo e lavoro.

Un argomento rimasto al margine per troppo tempo, dopo che la legge è stata approvata oltre un anno fa, legge che ha più ombre che luci e costringe tutto il settore medico a diverse riflessioni.

La legge 219/2018 è, a mio parere, una norma approvata di corsa, raffazzonata per certi versi, lo dimostra gli oltre tremila emendamenti che sono stati presentati.

Il primo punto su cui vorrei soffermarmi è la scarsa pubblicizzazione del testamento biologico. Me ne accorgo nel mio lavoro come infermiere del reparto Oncologico all’Ospedale Maggiore di Parma e professore a contratto con l’Università di Parma nel corso di  Laurea in Infermieristica.

I pazienti e gli utenti dell’ospedale, in generale, non conoscono la differenza fra testamento biologico e Dat, sono fondamentalmente la stessa cosa mentre per il secondo si tratta prettamente del documento che può essere depositato all’ufficio dello Stato Civile del comune di residenza.

La possibilità di nominare un fiduciario è, secondo me, il punto focale e più importante di tutta la norma visto che, sempre più spesso, ci si trova di fronte a persone sole, sia giovani single che anziani rimasti soli.

La colpa della scarsa pubblicizzazione non è certo del singolo ospedale. Occorre diffondere i sette punti base della legge, le modalità di deposito e, soprattutto, diritti e doveri delle persone ancor prima che diventino “pazienti”.

Ci sono poi gravi mancanze a livello operativo che possono colpire gli infermieri che, come me, si occupano del percorso di fine vita.

Le disposizioni inserite nel Dat dovrebbero essere scritte in cartella ma non è chiaro chi se ne debba occupare, di chi sia la responsabilità e con quali modalità possono essere reperite le varie informazioni. E’ chiaro che la responsabilità è e resta del medico ma è altrettanto chiaro che l’infermiere è la naturale estensione del medico, colui che è più a contatto con il paziente e ne ha un contatto più prolungato.

Il legislatore, riguardo al Dat, non ha chiarito se alimentazione e idratazione devono o possono essere inserite nel Dat. Nel caso lo fossero allora si apre un nuovo e ulteriore scenario per i medici; con il giuramento di Ippocrate che entrerebbe in crisi.

Dare cibo e acqua è un dovere, una missione, mentre nel Dat si parla di diritti. E’ chiaro che il paziente, in possesso delle facoltà di intendere e di volere, può decidere durante la propria vita di non voler ricevere idratazione e alimentazione.

Ma quando si arriva al fine vita spesso le cose cambiano. Ci sono mille piccoli momenti di crisi, li conosciamo tutti noi che siamo del mestiere, in cui alimentazione e idratazione possono realmente cambiare un decorso.

L’assurdo è che un infermiere potrebbe arrivare a trovarsi in un processo per aver partecipato a salvare una vita. Un paradosso, a leggerlo così, ma che a pensarci bene ha purtroppo un senso.

Se una persona scrive nel Dat che non vuole ricevere idratazione e alimentazione ha i suoi diritti, mentre un medico che li somministra è nelle piene facoltà del giuramento professionale. non facendolo contravviene alla sua missione.

I punti su cui si basa la legge 219/2018 sono sette, li riporto in forma estremamente sintetica:

  1. Consenso informato, nella forma già conosciuta per cui “nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario”
  2. Accanimento terapeutico, diritto anche alla sedazione profonda all’abbandono delle cure
  3. Nutrizione e idratazione artificiali
  4. Responsabilità del medico, la legge dice “esente da responsabilità civili e penali” ma non è poi così vero
  5. Minori e incapaci che devono essere messi in grado di decidere autonomamente. Ruolo del genitore del tutore o dell’Amministratore di sostegno
  6. DAT raccolte in registri regionali, il medico può rifiutarsi dal rispettarle in caso di incongruenza in caso di emergenza. Ma non è così facile
  7. Pianificazione delle cure condivisa nel rapporto medico-paziente in rapporto all’evoluzione della malattia che può ovviamente essere aggiornata a seconda del quadro clinico.

Le Disposizioni Anticipate di Trattamento sono esenti da bolli per il deposito, esistono dei moduli precompilati ma per definizione si tratta di disposizioni libere, possono essere quindi scritte manualmente su un foglio bianco senza alcun problema. Possono essere videoregistrate nel caso in cui la persona abbia problemi nello scrivere o nell’esprimersi.

Va detto che le DAT vanno riportate nel Fascicolo elettronico sanitario anche se, appunto, non riportano campi standard e per loro natura sono tutte diverse fra loro.

Come gestire quindi le nuove informazioni in un panorama di lavoro sempre più convulso?

Servirebbero anche quei chiarimenti appena espressi perché ogni infermiere possa operare con maggior serenità.

Il mio scopo non è certo di accusare il sistema o irrigidire i rapporti, occorre però iniziare a pensare alle possibili necessità e sviluppi. Al momento le DAT depositate sul territorio nazionale sono 40mila, una percentuale d’incidenza ancora troppo bassa. Ecco perché mi permetto di anticipare quello che potrebbe essere un problema futuro.

Sono sicuro che possiamo trovare una soluzione, una via agevole così che possiamo tornare a offrire le nostre professionalità, la simpatia e quell’appiglio che le persone, i pazienti, cercano nei momenti più bui e critici.


Dott. Marco Alfredo Arcidiacono

Infermiere di Oncologia

Professore a contratto con l’Università di Parma sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) nel CdL in Infermieristica


ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA 2019

Tutti gli iscritti sono convocati per l’Assemblea generale ordinaria 2019 in prima convocazione per il giorno 27/03/2019, ore 23.30 presso la sala riunioni dell’Ordine degli Infermieri di Parma sita in Via La Spezia n. 226/A, località Baccanelli, ed in seconda convocazione per il giorno

28 MARZO 2019 alle ore 15:00
presso la SALA CONGRESSI della Coop. Soc. Onlus AURORADOMUS
(via Sonnino, 33 – 43126 PARMA)

per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno:

  1. RELAZIONE ATTIVITA’ CONSUNTIVO 2018
  2. APPROVAZIONE BILANCIO CONSUNTIVO 2018
  3. PIANO ATTIVITÀ ORDINE PER L’ANNO 2019
  4. PRESENTAZIONE ED APPROVAZIONE DEL BILANCIO PREVENTIVO 2019

I bilanci consuntivo/preventivo completi degli allegati che verranno presentati in assemblea, verranno depositati per la visione presso la sede dell’Ordine almeno 5 giorni prima dell’Assemblea (art.3 comma 7 del Regolamento di amministrazione, contabilità ed attività contrattuale).
Sarà possibile visionare tali allegati con la medesima tempistica anche collegandosi online al link ricevuto con la convocazione.

Esiste la possibilità della delega. Ogni partecipante non può ricevere più di due deleghe con obbligo di presentazione fotocopia del documento di riconoscimento del delegante.
All’inizio dell’Assemblea le deleghe dovranno essere dichiarate per procedere ad idonea registrazione.

Progetto Ematologia-Romagna

Progetto educazionale dal titolo “Progetto Ematologia-Romagna”, Emilia Romagna, edizione 2019, che si svolgerà come segue:

  • Ravenna –13 aprile 2019
  • Rimini – 4 maggio 2019
  • Cesena – 21 settembre 2019
  • Faenza – 19 ottobre 2019

Clicca QUI per maggiori info

Avviso pubblico esplorativo di raccolta curricula ai fini di eventuale procedura di mobilità volontaria esterna

ASP SOCIALE SUD-EST – Langhirano (PR)

Avviso pubblico esplorativo di raccolta curricula ai fini di eventuale procedura di mobilità volontaria esterna ai sensi dell’art. 30 D. Lgs. 165/2001 s.m.i. per la copertura di n. 5 posti a tempo pieno e indeterminato di “Collaboratore sanitario – Infermiere” categoria giuridica D1 Comparto Regioni Autonomie Locali

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Nuovi orari di apertura al pubblico ufficio di segreteria

A partire dal 18 febbraio 2019 l’ufficio di segreteria sarà aperto al pubblico nei seguenti orari:

Lunedi e Mercoledì:      dalle ore 09 alle ore 13

Martedì e Giovedì:    dalle ore 14:30 alle ore 17:30

RECAPITI:

Via La Spezia 226/A 43126 – Parma (Loc. Baccanelli)

Telefono: 0521/1680836
Fax: 0521/1680837

E-Mail: info@ipasviparma.it
PEC: parma@cert.ordine-opi.it

Chiusura ufficio segreteria (lun. 11 febbraio 2019 pomeriggio)

Si comunica agli iscritti che lunedì 11 febbraio 2019 l’ufficio di Segreteria resterà chiuso al pomeriggio (restano confermati gli appuntamenti fissati), restando regolarmente aperto al pubblico al mattino.


Per urgenze inviare mail a presidente@ipasviparma.it indicando il proprio recapito telefonico per essere contattati.


Ordine delle Professioni Infermieristiche di PARMA

Orari di apertura al pubblico:

dal lunedì al giovedì  ore 9-13  ed ore 14:30-17:30

telefono 0521-1680836

mail  info@ipasviparma.it

Comunicazioni via PEC

Si informano tutti gli iscritti che l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma sta provvedendo ad inviare diverse comunicazioni via PEC, quindi si invitano gli iscritti a verificare periodicamente la propria casella PEC.

Tutti i possessori di una casella PEC rilasciata da questo Ordine, possono visionare le proprie mail collegandosi al portale LEGALMAIL

https://webmail.infocert.it/legalmail/?_ga=2.132102671.1610827607.1548946290-1229619242.1526739083#/login

inserendo le credenziali di accesso. Si ricorda che il proprio indirizzo PEC è costituito dalla formula nome.cognome@ipasvi.legalmail.it


Nel caso in cui non si ricordi la password di accesso, è possibile recuperare la stessa tramite l’apposita funzione “NON RIESCO AD ACCEDERE” (vedi immagine) accessibile cliccando QUI

ATTENZIONE!!! Nel caso in cui non sia stata impostata la modalità di recupero password, NON CONTATTARE LA SEGRETERIA DI QUEST’ORDINE ma seguire le istruzioni di recupero password contenute nelle istruzioni leggibili cliccando QUI.


Si informano inoltre gli iscritti che non hanno una PEC che:

  • è un obbligo del professionista avere una PEC personale, avendo cura di comunicarla al proprio Ordine
  • l’Ordine degli Infermieri di Parma offre GRATUITAMENTE questo servizio ai propri iscritti, pertanto è possibile richiedere un appuntamento in segreteria per l’attivazione del servizio.

Responsabilità sanitaria / Polizza professionale

Informiamo gli iscritti agli Albi degli INFERMIERI e INFERMIERI PEDIATRICI che la Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), a seguito di gara europea per la fornitura di una polizza RC professionale per le coperture obbligatorie previste dalla legge n. 24 / 2017 (cd LEGGE GELLI), ha attivato a favore di tutti gli infermieri/infermieri pediatrici iscritti una polizza in convenzione che garantisce la conformità al predetto dettato normativo.

Per quanto sopra informiamo che sulla piattaforma, allo scopo predisposta e attiva, sono disponibili le modalità operative per poter aderire all’assicurazione oggetto di convenzione con la FNOPI e la cui scheda prodotto è visionabile CLICCANDO QUI.

L’accesso alla piattaforma può avvenire CLICCANDO QUI.

Informiamo, inoltre, che la FNOPI ha ottenuto dalla compagnia assicuratrice una significativa agevolazione temporale per cui chi sottoscriverà la polizza entro il 31 gennaio 2019 entrerà in copertura con decorrenza 1/1/2019, beneficiando della piena retroattività.

La polizza in convenzione contiene tutte le coperture previste dalla legge 24/2017 ed eventuali coperture opzionali (come la tutela legale) possono essere valutate ed eventualmente acquistate attraverso la libera adesione a polizze con contraenza individuale proposte per il tramite del broker Marsh – Morganti Insurance Brokers che fornirà le dovute informazioni al numero verde (Nurse Help Desk): 800433980.

Fonte: fnopi.it