Data / Ora
03/09/2014
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Luogo
Ospedale S. Maria del Carmine, Rovereto

Termini iscrizione
non specificati

Crediti ECM
non specificati


Programma




Corso Il dolore oncologico


Presentazione:
 Il dolore da cancro possiede delle peculiarità tali da renderlo “diverso” rispetto al “dolore cronico” generale, in quanto nel paziente oncologico il dolore non è l’unico sintomo, ma fa parte di un corteo sintomatologico complesso, talora aggregato in cluster, talora meno prevedibile, per cui il trattamento del dolore si è rivelato più efficace quando inserito in una cura palliativa di più ampio respiro.

In questo senso, il dolore nel paziente oncologico assume solo in parte quelle caratteristiche di dolore “malattia”, in quanto diagnosi, eziopatogenesi, e fisiopatologia sono per la maggior parte note e collegate alla malattia oncologica di base, una adeguata conoscenza della quale è sicuramente molto utile per garantire un adeguato approccio terapeutico. Il dolore da cancro è nella maggior parte dei casi a fisiopatologia di tipo misto nocicettivo-neuropatico e quindi anche l’approccio terapeutico può essere diverso e il tempo di trattamento è generalmente, purtroppo, di mesi o pochi anni (raramente), per cui gli allarmi (già poco motivati nel dolore cronico non oncologico), sulle conseguenze dell’uso degli oppioidi, devono trovare ancora meno spazio nel dolore cronico oncologico.

Il trattamento del dolore (sintomo così presente in tutti gli stadi della storia naturale della patologia oncologica) deve costituire bagaglio professionale e culturale di chi cura il malato oncologico. L’attenzione alla qualità della vita nella presa in carico del paziente, indipendentemente dal risultato che i trattamenti specifici ottengono sul tumore, deve costituire infatti un obiettivo prioritario del personale sanitario, il quale deve anche attivare contestuali percorsi specifici nelle situazioni in cui ciò sia appropriato e abbia dimostrato evidenze di efficacia, nel modello della “early palliative care”.